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Il
Castello medievale, proprio per volere del citato Guglielmo,
è ubicato in posizione strategica in modo da facilitare
sia l'osservazione, che la difesa e cioè alla sommità
del promontorio, a picco sulla rupe dell'Olivella e sul
vallone ed è munito di fossato con ponte in pietra
nonché di un avamposto e/o baluardo verso il nucleo
abitato che, fino al sisma del 1980, era incastonato lungo
il pendio collinare sottostante. Originariamente tale
borgo ha accolto le persone che si ritiravano dai luoghi
posti lungo le vie militari e che non erano in grado di
subire gli svantaggi dovuti all'obbligo di dare alloggio
ed assistenza a tutte le autorità del Regno, civili
e militari, le quali viaggiavano per servizio in quel
territorio.
Il Castello, pur avendo subito nel corso dei secoli ampliamenti
e ristrutturazioni, aveva conservato sino al 1980 prevalentemente
l'aspetto difensivo, un impianto planimetrico irregolare
con torri cilindriche angolari (delle quali la maggiore,
facilmente il "mastio", è collocata a
nord/ovest) anche su base a scarpata romboidale, corpi
di fabbrica a due ed a tre livelli ai quali si accedeva
dalla corte interna trapezoidale, copertura a falde con
manto esterno in coppi, vani principalmente con solai
piani in travi lignee, ma anche ambienti voltati (tra
i quali una possibile cappella) ed un loggiato con volta
a crociera nella parte sud-ovest che prospetta sul vallone
con una apertura arcata. Facilmente i vani finestra del
piano rialzato erano, così come riscontrabile ancora
in due aperture prospicienti la corte interna, contorniati
da cornici e soglie in pietra. Il livello inferiore era
adibito presumibilmente a cantine, depositi e forse celle,
quello rialzato rispetto alla corte interna era destinato
anche alla residenza, mentre l'ultimo, munito di feritoie,
era utilizzato, presumibilmente, per scopi difensivi ed
armerie. Sottostante al cortile si trova un'ampia cisterna
voltata e munita di grata. Probabilmente la disposizione
planimetrica irregolare del complesso fortificato è
stata determinata dalla configurazione morfologica del
terreno.
Di notevole valore erano i sobri, quanto maestosi, portali
lapidei risalenti al XVII sec., con conci decorati (prevalentemente
alla base dei piedritti, all'imposta dell'arcata ed in
chiave) collocati all'ingresso principale ed al fabbricato
ubicato all'inizio dell'area fortificata (probabilmente
un posto di guardia) caratterizzata quest'ultima, soprattutto,
dalle mura perimetrali poste alla sommità del pendio
collinare tuttora leggibili in particolare nella parte
nord-ovest come pure dal fossato munito di ponte su due
arcate entrambi in muratura di pietrame. Gli elementi
di tali portali, che sono crollati con il terremoto, sono
stati recentemente rinvenuti in loco.
La costruzione, ovviamente, è in muratura di pietrame
locale che nelle parti a vista si presenta per lo più
regolare nei ricorsi orizzontali senza stilatura di giunti
e che è impreziosita dagli elementi sempre lapidei
sia decorativi, sia di pezzatura maggiore compatta e lineare
nei cantonali e nelle parti di delimitazione.
Tale Castello si inserisce nel sistema di fortificazioni
normanne e sveve realizzate dal X sec. spesso su preesistenti
insediamenti difensivi lungo l'alta valle del Sele ed
in Basilicata a ridosso delle vie di comunicazione con
la Puglia.
Il fenomeno dell'incastellamento medievale che ha interessato
tutte le regioni del mediterraneo, anche nelle zone non
costiere, e ha rappresentato un fenomeno epocale che ha
portato ai paesi interni ed arroccati anche un miglioramento
delle condizioni di vita. In tale periodo la valle del
Sele è diventata una sorta di micro regione con
un'identità culturale singolare, che in qualche
modo ha conservato anche nei secoli successivi. Ne sono
testimonianza le numerose fortezze ed emergenze architettoniche
tuttora presenti in zona. Nel medioevo, inoltre, il fiume
Sele ha avuto un ruolo importante connesso allo scambio
ed al trasporto delle merci (compreso il legname utile
nella costruzione delle navi). A seguito di indagini di
archivio risulta che nei vari secoli i territori di Laviano,
come anche il castello, sono stati possedimenti di diversi
signori e/o feudatari e tra questi si ricordano: i Marino
e Pirro d'Alemagna sino alla famosa "Congiura dei
baroni" alla fine del XV secolo, la famiglia Carafa
Guzman de Marra (noti anche come principi di Stigliano)
e la Regia Corte spagnola nel XVII sec. nonché
la famiglia D'Anna (che li ha avuti in proprietà
dalla fine dal 1696 sino al 1865 in base al catasto Onciario
del 1753 ed a quello Murattiano del 1815). Nel XIX il
Castello è diventato di privati ed alla fine degli
anni '50 è stato acquisito al patrimonio comunale
e, conseguentemente, utilizzato per fini pubblici.
Inoltre, dai documenti esaminati, si evince che tale costruzione
aveva nel complesso 6 bassi, la cappella ed un locale
adibito a scuderia al piano seminterrato e circa 20 stanze
ai piani superiori.
Nonostante i crolli determinati dagli ultimi terremoti
e le attuali precarie condizioni statiche il Castello
di Laviano costituisce tuttora una delle testimonianze
più significative dell'architettura fortificata
presenti nell'alto Sele. Di particolare interesse e valore
resta, infatti, questo monumento tuttora caratterizzato
dall'individuazione della perimetrazione murata esterna
della fortificazione, dai resti dell'avamposto (e/o baluardo)
del quale in ogni caso si individua la consistenza plano-volumetrica
preesistente), il fossato delimitato dalla muratura in
pietra e/o dalla roccia viva con il suo ponte, la consistenza
muraria dell'intero castello del livello inferiore e parti
significative del piano rialzato (quali, ad esempio, la
facciata prospiciente la corte interna del corpo a nord-est
con i setti retrostanti ed i lati perimetrali sia a sud,
che a nord/est), il cortile con la sottostante cisterna
visibile dallo squarcio che si è creato nel terreno
ed i livelli medio/bassi di tutte le torri.
Significative sono anche le tracce e gli elementi riscontrabili
in loco che contribuiscono a comprendere maggiormente
l'organizzazione interna come anche la ripartizione altimetrica
degli spazi e l'articolazione compositiva dei prospetti.
Particolarmente suggestiva ed emergente resta, infine,
la sua ubicazione alla sommità del rilievo collinare
ed a picco sul vallone molto profondo nei lati ad ovest.
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